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La mentalità fa la differenza

Fiducia e responsabilità sono i superpoteri del mondo del lavoro di oggi

Per affrontare il tema del new work ci siamo incontrati su Teams con quattro colleghi e colleghe di Austrian Airlines. Volevamo parlare con Michaela Gruber, Key Account Manager Leisure Sales e con il team HR di Austrian Airlines – Oliver Vogl, Sebastian Hopf e Herbert Partl – di workation, cambiamenti organizzativi e nuovi principi operativi, in generale e più specificamente in Austrian Airlines. Un’area tematica che, per diversi motivi, sta loro a cuore.

Come in quasi tutte le aziende, anche in Austrian Airlines un mormorio ha attraversato gli uffici quando è arrivata la comunicazione: da questo momento si lavora da casa. La compagnia aerea austriaca del Lufthansa Group era già pronta per lo smart working: postazioni di lavoro mobili, un concetto di shared desk e una VPN stabile ed efficiente hanno contribuito a semplificare questo passaggio. Così nel 2021 è stato affrontato anche l’argomento workation. «Il personale di Austrian Airlines può lavorare da un altro paese europeo per un massimo di 30 giorni,» spiega Sebastian Hopf. «E questa opportunità è stata colta con piacere. Inoltre, quando si è cominciato a parlare di rientro in ufficio, è emerso chiaramente che il lavoro a distanza, dove possibile, era ormai diventato la norma e non si sarebbe più tornati alla postazione fissa in ufficio.» «Non mi serve una scrivania fissa in ufficio con tanto di piante e fotografie,» aggiunge Michaela Gruber. «Quello che occorre invece è la forma mentale giusta per lavorare da remoto, e la fiducia da parte della dirigenza e del team.» È importante anche poter contare sulla comprensione reciproca tra i vari reparti dell’azienda, dal momento che non tutto il personale di Austrian Airlines può lavorare da casa o fare una workation. In tanti settori la presenza in loco, ad esempio ai banchi dell’assistenza, a bordo o negli hangar, è fondamentale.

Per questo è ancora più importante che in Austrian Airlines esista la forma mentis giusta. E naturalmente le premesse digitali. In tanti settori la pandemia è riuscita a spazzare via i pregiudizi nei confronti del lavoro da casa e da remoto. «È necessario che tutte le parti coinvolte abbiano fiducia che la collaborazione funzioni. Che le persone si comportino in modo responsabile, non importa che lavorino in un parco o in spiaggia, stiano visitando una città o si trovino in montagna, e che questo venga percepito anche all’interno del team. In fondo è una normale giornata di lavoro, soltanto in un’altra località,» spiega Sebastian Hopf. «Nel nostro team,» afferma Michaela Gruber, «questo non è mai stato un problema. Ovunque io fossi, le mie colleghe e i miei colleghi sapevano sempre che ero reperibile e potevano contare su di me. Ma come dicevamo, a fare un’incredibile differenza è la mentalità. A volte bisogna anteporre il lavoro ai propri interessi,» sostiene Michaela Gruber, e racconta di un viaggio in Namibia a cui ha dovuto rinunciare perché non era garantita una connessione a Internet affidabile.

La reperibilità in workation e la dotazione di base per lavorare sono riconosciute come fattori fondamentali. Da parte di Austrian Airlines le premesse sono ottime. «Gli eventuali problemi in questi campi dipenderebbero prevalentemente dalle circostanze in loco,» riferisce Oliver Vogl. «Non si tratta sempre e soltanto della connessione a Internet. Anche il luogo da cui si lavora deve essere adatto. Molti grandi hotel devono ancora attrezzarsi. Il wi-fi nella hall magari è buono, ma la presa di corrente più vicina non è così comoda. Conoscere bene tutte le circostanze e gestirle è la premessa fondamentale. Se so di avere un appuntamento in una certa data, è mia responsabilità fare in modo che tutto vada per il meglio. E se necessario sarò in ufficio per garantirlo. Anche questo modo di pensare è parte della mentalità che citiamo così frequentemente.»

«Attualmente le possibilità di workation giocano un ruolo abbastanza secondario nei colloqui di assunzione,» spiega Herbert Pratl a proposito del reclutamento di nuove risorse. «Ma il lavoro ibrido e da casa sono elementi importanti per chi si candida. Lo smart working oggi è una componente chiave dell’employer branding moderno.» Ed è parte integrante di uno stile di vita, come nel caso di Sebastian Hopf. «Oggi avere l’opportunità di lavorare con grande flessibilità e da remoto è importante per me e per il mio stile di vita. È diventato un modo di vivere, e non soltanto per me; viene valutato positivamente ed è ben accetto.»

Dove le mansioni lo consentono, Michaela Gruber, Oliver Vogl, Sebastian Hopf e Herbert Pratl ritengono che Austrian Airlines sia ben organizzata in materia di new work e workation. «Facciamo parte di un gruppo internazionale,» conclude Michaela Gruber, «con personale proveniente da quasi tutte le parti del mondo. Queste sono ottime premesse. E da noi, in Austrian Airlines, anche il personale ha la forma mentis giusta per sfruttarle al meglio, per sé e per l’azienda.»

Ringraziamo le nostre colleghe e i nostri colleghi di Austrian Airlines per questa interessante chiacchierata da Vienna.

Austrian Airlines è la più grande compagnia aerea dell’Austria, con un network internazionale che conta 130 destinazioni e 14,7 milioni di persone trasportate ogni anno. Dal suo hub all’aeroporto di Vienna opera una fitta rete di collegamenti, principalmente in Europa centrale e orientale.

Per saperne di più sull’offerta e la rete di collegamenti: www.austrian.com