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Il new work in TUI: lavoro flessibile in tutto il mondo

Fino a 30 giorni lavorativi all’anno da trascorrere dove si desidera

La pandemia ha rivoluzionato la filosofia del lavoro di TUI. Nell’agosto 2021 è partito il programma interno TUI Workwide: il personale TUI può svolgere la propria attività professionale in un qualunque luogo del mondo per un massimo di 30 giorni lavorativi all’anno. Oltre 800 dipendenti TUI in 34 paesi del globo hanno già usufruito di questa opportunità di lavoro flessibile per un totale di più di 10.000 giorni. Tra di loro ci sono anche Heiko von der Ohe, Head of Global Commercial Management Flight only e Dennis Kucharski, referente HR Systems & People Analytics. Abbiamo parlato con loro di questa esperienza.

TUI Workwide: come è stato accolto il programma dai vostri colleghi e dalle vostre colleghe?

«Il programma piace moltissimo,» esordisce Dennis Kucharski. «Ho trovato sorprendente che fin da subito ci siano stati molti soggiorni prolungati, in media attorno a 18 giorni. Ma naturalmente è comprensibile, molti colleghi e colleghe hanno ad esempio fatto visita a parenti all’estero o ne hanno approfittato per conoscere meglio una determinata regione. Le destinazioni erano le più disparate: Spagna, Grecia, Marocco, Thailandia, gli USA ma anche Sudafrica o Australia.»

«In meno di un anno erano già state utilizzate più di 10.000 giornate all’interno del gruppo», aggiunge Heiko von der Ohe. «TUI Workwide è a disposizione di tutto il personale in ogni parte del mondo e viene utilizzato praticamente ovunque.»

Anche voi ne avete già usufruito. Come avete deciso di approfittare di TUI Workwide nel vostro caso?

«Tra Pasqua e Pentecoste ho esaurito i miei 30 giorni lavorativi trascorrendoli a Maiorca. E ci ho inserito una vacanza con la famiglia,» spiega soddisfatto Heiko von der Ohe.
«Io sono tornato a fine ottobre dopo avere trascorso un mese, circa 22 giorni lavorativi, in Brasile,» riferisce Dennis Kucharski.

Com’è andata? In Brasile c’è un fuso orario diverso rispetto alla Germania, è stato un problema?

«Avevo due timori,» dice Dennis Kucharski. «La connessione a Internet e il fuso orario. Non sono una persona mattiniera e il Brasile in fin dei conti è 5 ore indietro rispetto alla Germania. Nessuna delle due cose si è rivelata un problema. La connessione a banda larga era stabile e svegliarsi presto aveva i suoi vantaggi. Ovviamente è stata necessaria una certa disciplina, ma in compenso quando in Germania erano le 18:00 e la giornata lavorativa terminava, io in Brasile mi trovavo con il pomeriggio libero a mia disposizione.»

E lei Heiko, come ha trascorso le sue giornate a Maiorca?

«Ho preso in affitto per due mesi un appartamento con tanto spazio, perché ne ho approfittato per vedere persone amiche e soprattutto famigliari. Ed era comodo, avevo con me la bicicletta e ho potuto dedicarmi al mio hobby. Una combinazione ideale: svolgevo normalmente il mio lavoro e poi saltavo in sella per andare alla scoperta dell’isola. Anch’io avevo timori per la qualità della connessione a Internet, ma non ho avuto nessuna difficoltà. E neppure la mia seconda piccola paura, che avessero bisogno di me in sede, si è mai materializzata. È stato possibile fare tutto da remoto.

Ho usato questi giorni al meglio, e tutto si è incastrato perfettamente: la vacanza con la famiglia, il mio hobby, il tempo per me stesso, la scoperta dell’isola, le amicizie.»

Il lavoro da remoto ha sempre fatto parte del vostro mondo professionale o è cambiato qualcosa con l’avvento della pandemia?

«La cultura del lavoro in presenza da noi era molto forte. Ma con la pandemia alcuni cambiamenti sono diventati inevitabili,» spiega Dennis Kucharski. «Un enorme vantaggio è stato l’avere già adottato, poco prima della pandemia, i computer portatili. E le discussioni o le riserve sulla possibilità di lavorare da casa sono state superate dall’obbligo dello smart working. La workation, ossia TUI Workwide, ne è stata la logica conseguenza.

«La pandemia ha cambiato le regole del gioco,» rincara Heiko von der Ohe. «Senza quella non ci si sarebbe arrivati così in fretta. Ma c’era dietro anche un grande lavoro di digitalizzazione. Per fortuna avevamo già posto le premesse e ottimizzato le strutture dei server e gli accessi per il lavoro da remoto.»

Con TUI Workwide e il lavoro da remoto sono cambiate anche altre cose all’interno della vostra azienda?

«Io mi occupo personalmente di assunzioni», dice Heiko von der Ohe, «e il settore HR e Recruiting è diventato particolarmente interessante. Il lavoro da remoto è ormai la norma in molti campi. Molte posizioni oggi vengono bandite in aree molto più ampie e la sede di lavoro non riveste più l’importanza che aveva qualche anno fa. La ricerca del personale spesso non avviene più per una località specifica, ma è estesa a livello internazionale. Unica condizione: in quel paese deve esistere un’organizzazione TUI, per poter gestire gli aspetti contrattuali.»

A proposito di contratti, come viene percepita internamente la regola dei 30 giorni? E in generale come sono le vostre esperienze con la workation?

«La regola dei 30 giorni è motivata da ragioni fiscali. Magari potrà esserci chi vorrebbe estendere un po’ questa finestra temporale, ma di norma viene molto apprezzata. Tante persone prolungano le proprie ferie e lavorano, mentre la famiglia continua a vivere in modalità vacanza,» spiega Dennis Kucharski. «I 30 giorni si intendono lavorativi, per cui sono quasi sei settimane piene che si possono trascorrere fuori. A questi si aggiungono poi le normali ferie. La cosa ad esempio ha funzionato benissimo per me, consentendomi di restare a Maiorca da Pasqua a Pentecoste,» afferma Heiko von der Ohe.

«In conclusione si può dire che TUI Workwide piaccia moltissimo in azienda. Non ho ancora sentito un solo commento negativo, né saputo di difficoltà nel mio team. Lo conferma anche la grande richiesta e il numero di giorni lavorativi che sono già stati trascorsi in modalità workation.»

«Sottoscrivo tutto,» conferma Dennis Kucharski. «Una gran parte lavora già da remoto, e la disciplina richiesta dalla workation è ormai un dato acquisito. Anche nel mio settore non ho avuto esperienze negative né sentito di alcuna. È un grande fattore motivazionale e, se le condizioni di contorno sono corrette e si affronta l’esperienza con senso di responsabilità, non posso che consigliarla.»

Il TUI Group è una delle principali società di viaggi e turismo del mondo. Del gruppo fanno parte numerosi tour operator di prestigio. Vi appartengono inoltre più di 1.600 agenzie di viaggi e importanti portali online, cinque compagnie aeree, oltre 400 hotel, 16 navi da crociera nonché agenzie di incoming in tutte le principali destinazioni turistiche del mondo. Su WORK+VACATION@TUI si possono prenotare soggiorni di workation. Vale la pena dare un’occhiata, ad esempio, alle offerte di TUI BLUE, Magic Life o dei Robinson Club.